Lima · Paracas · Arequipa · Puno · Cusco · Mollepata · Soraypampa · Chaullay · Lucmabamba · Aguas Calientes · Boca Manu
Giorno per giorno
G1
mercoledì 19 agosto · 📍 Milano → São Paulo e Lima
Partenza per il Perù
Buenos dias!
Viaggio poco eccitante. Lungo, ma tutto puntuale. Nessuna multa per bagagli. Da notare la differenza tra Mina prima e dopo 12 ore di volo.
Aeroporto di San Paolo bello, grande, con tanti negozi aperti anche a tarda notte. 8 ore di layover rimangono poco simpatiche.
A sorpresa, il malus "piantino disperato" se lo aggiudica Daniel ( anche se ci tiene a specificare che non ha pianto) perché era estremamente innervosito dall'assenza di banda del wifi di GRU, e dall’impossibilitá di connetterci al mondo.
Secondo volo per Lima interminabile ed estremamente caldo.
Ora proseguiamo verso Paracas!
Cosa è successo
🗣️ Comunicazione improvvisata in lingua locale😭 Piantino di disperazione (aka 'stroppon')
G2
giovedì 20 agosto · 📍 Lima → Paracas
Arrivo a Lima e trasferimento a Paracas
Volo Lima tutto ok, bell’aeroporto anche se niente timbro :(
Abbiamo fatto amicizia con Joseph l’uberista che si è destreggiato nel traffico delirante di Lima in maniera eccellente (anche se per metà del tempo non guardava la strada). Imprevisto #1 della vacanza: una frana ha bloccato la strada di una delle prossime tappe (mannaggia a te El niño!!) quindi siamo corsi ai rimedi (purtroppo dovendo acquistate un altro volo aereo da Lima) ma alla fine siamo riusciti a sistemare tutto. Ottima cena a Paracas a base di arroz de marisco: il paese è piccolo e ci sono tanti perriti selvatici, avvoltoi dal becco rosso e venditori di qualsiasi cosa. Ora finalmente lavati andiamo a nanna.
Cosa è successo
🗣️ Comunicazione improvvisata in lingua locale🦜 Avvistamento animale selvatico🤝 Fanno amicizia con un local🍽️ Assaggiano un piatto tipico peruviano⛔ Blocco stradale💸 Spesa imprevista ≥ 30€
G3
venerdì 21 agosto · 📍 Paracas
Isole Ballestas e relax a Paracas
Hola chicos!
Oggi giorno muy guapo!
Giornata comincia con tempo un po' grigio, quasi freddo in barca, ma ciò non ha impedito di vedere animali a più non posso: pinguini, leoni marini, avvoltoi, booby, terne, cormorani, quei dinosauri che ogni tanto chiamiamo pellicani.... Che dire, Ballestas super promosse!
Nel pomeriggio il cielo si apre, e la giornata continua con un motorino arancione fluo (col tachimetro e contachilometri rotti) che ci porta fino alla riserva naturale. Per non parlare dei caschi trovati come premi nei sacchetti delle patatine! Spiagge, scogli e deserto mozzafiato, e anche qui eravamo in compagnia di uccelli di ogni tipo.
In serata chiudiamo con aperitivo seguito da pesce alla griglia.
Cosa è successo
🥇 Meta top 1 del viaggio🐾 Incontro con animale simpatico🌈 Giornata perfetta (nessun malus)🏞️ Vista speciale🦜 Avvistamento animale selvatico🍲 Pietanza sconosciuta🧃 Qualcuno prende un succhino/fruttino🗣️ Comunicazione improvvisata in lingua locale
G4
sabato 22 agosto · 📍 Paracas → Huacachina → Lima
Huacachina in buggy e sandboard, poi bus per Lima
Insomma, giornata tragicomica.
Per farla breve, siamo stati un po' scammati, e a nostra modesta opinione, l'oasi di Huacachina è un po' una trappola per turisti. Divertente il buggy e lo sci sulla sabbia, che ora avremo nelle orecchie fino al ritorno in Italia. Il falò e i drink in mezzo al deserto al tramonto ci sono stati solo di nome. Dulcis in fundo: sulla via del ritorno ci il nostro driver si è piantato con il buggy in una fossa di sabbia, e siamo rimasti al buio nel deserto per quasi un ora e mezza, in cui non sapevamo se qualcuno ci sarebbe venuto a prendere e riportare in civiltà.
In compenso uno dei tramonti piú belli di sempre e un cielo stellato da ricordare.
Tutto è bene quel che finisce bene, e ora siamo sani e salvi in aeroporto a Lima direzione Arequipa.
Cosa è successo
☀️ Meteo 9-10/10⏱️ Coincidenza mezzi perfetta🏞️ Vista speciale🎯 Incontrano un sardo, un bergamasco, un romagnolo o un inglese🧃 Qualcuno prende un succhino/fruttino🌄 Alba o tramonto da cartolina😞 Meta deludente😭 Piantino di disperazione (aka 'stroppon')
G5
domenica 23 agosto · 📍 Lima → Arequipa
Volo per Arequipa e visita della città
Oggi giornata tranquilla sulla carta, ma di fatto resa pesante dalla scorsa notte di continuo viaggio.
Eravamo in aeroporto a Lima dall' 1.30, e arrivati ad Arequipa alle 6 (con breve pennichella in volo) uberiamo fino all'ostello a mollare i bagagli.
In mattinata presto passeggiando per la piazza centrale notiamo preparativi per un evento solenne: l'issaggio delle bandiere del Perù e la città di Arequipa. Erano presenti file di funzionari e autorità locali, oltre a una intera parata sia militare che civile: tanto di banda, esercito, scolaresche, una dozzina di centri per la terza età (questa settimana si festeggia la festa di 'los adultos mayores'), pompieri, infermiere... (magari anche altri gruppi che non abbiamo visto: dopo quasi un ora di parata ce ne siamo andati, ma i festeggiamenti sono proseguiti in nostra assenza).
Il resto della giornata all'insegna di girare i vicoletti della città, in gran parte bianchi e costruiti con pietra bianca vulcanica chiamata 'sillar'.
Attrazione principale della giornata: il monastero di santa Caterina, una piccola città nella città. Piazze, chiostri e vicoli tutti colorati di rosso e azzurro (qualcuno lo definirebbe viola), con Dora che faceva da Cicerone.
Peccato per la giornata grigia
Cosa è successo
🤓 Dora racconta un fun fact naturalistico/culturale🎊 Evento raro (naturale, celebrazione locale...)🏞️ Vista speciale🧃 Qualcuno prende un succhino/fruttino🍽️ Assaggiano un piatto tipico peruviano🌄 Alba o tramonto da cartolina🗣️ Comunicazione improvvisata in lingua locale😭 Piantino di disperazione (aka 'stroppon')
G6
lunedì 24 agosto · 📍 Arequipa / Colca
Canyon del Colca
Oggi giornata quasi ottima, se non per qualche piccolo inceppo.
Cominciamo presto, partendo per la nostra gita alle 3 di mattina. Esausti, si cerca di dormire in pullman, mentre siamo diretti a Chivay, nel Canyon del Colca. E qui arriva il grande problema: passare da Arequipa (2300m) a Chivay (3600m), svalicando a una altitudine massima di 4900m.
Il riposo ieri ad Arequipa, l’idratazione compulsiva e la profilassi con acetazolamide non hanno potuto nulla contro 2600m D+ nel giro di un paio di ore.
Tutto cioè per dire che Daniel è mezzo svenuto/stato male, e abbiamo dovuto sfruttare l’agua florida (una pozione misteriosa a base di alcool che si inspira e ti stura tutto il cervello) della nostra guida per svegliarlo.
Giunti a Chivay, si fa breve colazione e poi si tira dritti verso il mirador del Condor (3800m). A questo punto Mina prosegue col resto del gruppo e la guida, in un percorso di camminata lungo il canyon.
Daniel, un po’ spaventato dall’accaduto e non del tutto ripreso (in parte merito del mal d’auto), per non rischiarsela si è fatto lasciare dall’autista direttamente al belvedere, assieme alle 2/3 altre pippe del gruppo che non volevano camminare, ad aspettare l'arrivo del resto del gruppo.
A quanto pare ieri aveva fatto bruttissimo tempo, e nessuno era riuscito ad avvistare nemmeno un uccello, ma per fortuna oggi il Mirador del Condor si è proprio meritato il suo nome. In tutto abbiamo contato almeno 15 condor (dei veri giganti) che ci volavano avanti e indietro davanti agli occhi. Siamo stati veramente fortunati.
Terminato il tempo coi condor, ci siamo fermati a vedere un altro po’ di canyon nei pressi di Maca, dove abbiamo assaggiato il ‘sunki’, il frutto dei cactus locali, che ricorda un kiwi più acido.
Poi, vicino a Yanque, abbiamo provato a fare il bagno nelle terme: su 4 vasche che abbiamo tentato, 3 erano troppo ustionanti per noi (la temperatura alla fonte è di 74C). Rifugiati nel l’ultima pozza non ustionante, abbiamo conosciuto due vecchi signori peruviani, che sono bloccati ad Arequipa da 4 giorni a causa della strada franata e hanno deciso di riposarsi alle terme. Stretto così tanta amicizia, che al momento di salutarsi ci sono tanto di baci e abbracci.
Dopo pranzo (al buffet Daniel ha battuto la sfida delle 3+ patate) si ritorna ad Arequipa, con tappe al passo mirador delle ande (faceva un freddo becco), e per vedere degli alpaca per strada e i 3 vulcani di Arequipa: Chachani, Misti e Picchu Picchu.
Altri avvistamenti degni di nota: tante vigogne e fenicotteri.
Cosa è successo
☀️ Meteo 9-10/10🥔 3+ patate diverse in una giornata🏞️ Vista speciale🦜 Avvistamento animale selvatico🍲 Pietanza sconosciuta🤝 Fanno amicizia con un local🦙 Avvistano un lama o un alpaca♨️ Bagno caldo o terme dopo il trek🍽️ Assaggiano un piatto tipico peruviano🇮🇹 Incontrano altri viaggiatori italiani🍵 Provano la coca (foglie o mate de coca)🤒 Mal di montagna (soroche)🥶 Freddo cane
G7
martedì 25 agosto · 📍 Arequipa → Puno
Ultima mattina ad Arequipa, poi verso Puno
Giornata di trasferimento.
Per una volta tanto stamattina abbiamo potuto prendercela con calma, svegliarci senza sveglia, e fare colazione senza fretta. Ovviamente solo l'ultimo giorno scopriamo com'era la terrazza della colazione del nostro albergo, con vista sopra i tetti di Arequipa, e da cui si vedevano i 3 vulcani: Chachani, Misti e Pichu Pichu.
Dopo colazione ci siamo esercitati nello sport olimpico di riempimento valigia, per poi sfruttare le nostre ultime ore per girare ancora un po' Arequipa.
Abbiamo assaggiato il queso helado, preso da portar via sia il pranzo che la cena, e comprato un paio di frutti esotico da assaggiare, per poi dirigerci verso la stazione dei bus, dove ci attendevano quasi 7 ore di pullman per arrivare a Puno.
Anche oggi (come ieri per andare al Colca) abbiamo attraversato la riserva naturale di 'Salinas e Aguada Blanca', superando i 4500m, e avvistando vigogne a più non posso, lama, alpaca e fenicotteri, oltre a tanti altri uccelli che non sappiamo riconoscere.
Non ostante i sedili abbastanza comodi, le 7 ore di pullman si sono fatte sentire e siamo stanchi ed esauriti.
Cosa è successo
☀️ Meteo 9-10/10🌈 Giornata perfetta (nessun malus)🏞️ Vista speciale🦜 Avvistamento animale selvatico🧃 Qualcuno prende un succhino/fruttino🦙 Avvistano un lama o un alpaca🫁 Giornata perfetta senza mal di quota🌄 Alba o tramonto da cartolina
G8
mercoledì 26 agosto · 📍 Puno → Cusco
Tour del lago Titicaca, poi bus notturno per Cusco
Abbiamo dormito bene in albergo, nonostante Puno di notte sia ben fredda. Ci svegliamo abbastanza presto per poter fare colazione (feat. un pepino che avevamo comprato al mercato di Arequipa ieri. Verdetto: un melone un po' più insipido, 6/10) e poi partire per il nostro giro sul lago.
Essendo una visita a sfondo perlopiù umano, a vedere un paio di popoli che vivono sul lago, ovviamente era in gran parte un occasione per venderti souvenir, fare balli e canti e chiederti in cambio mance.
I primi che abbiamo visitato sono gli Uros, un popolo tradizionalmente di pescatori che vive sulle famose isole galleggianti, e parlano la lingua Aymara. Le isole vengono costruite con blocchi di radici di giunco (chiamato totora) ancorati al fondo lacustre, poi coperti da altri fusti di totora. Un isola costruita in questo modo, con debite aggiunte e manutenzioni, può durare fino a 30 anni.
Il villaggio degli uros conta circa 190 isolotti, di solito grandi abbastanza per una famiglia o poco più, e si trova nella parte più bassa del lago, appunto dove la totora cresce a macchia d'olio, e dove abbiamo visto innumerevoli uccelli acquatici, alcuni simili ai nostri, altri del tutto diversi, come i Titicaca grebe, autoctono del lago, che ha perso l'abilità di volare quindi "corre" sull'acqua per muoversi.
Più a largo sorge invece una isola vera, di pietre e terra, che si chiama Taquile, e dove abitano 8 comunità che parlano Quechua. L'isola offre scorci meravigliosi sul lago e la Cordigliera Real sulle sponde boliviane. Il popolo Taquile è noto per le sue arti tessili, patrimonio immateriale UNESCO dal 2005.
Dopo pranzo sull'isola, siamo tornati a riva e abbiamo riempito le nostre ultime ore a Puno visitando il centro, dove ci siamo imbattuti in una sfilata in costume di una scolaresca: ogni classe era travestita secondo un tema (toy story, Harry potter, zombie...) e per qualche ragione la parata era aperta da un uomo vestito da gorilla. Ovviamente con tanto di banda per accompagnare i ragazzi.
Per cena abbiamo provato la nostra prima pizza peruviana, e ora ci siamo appena imbarcati sul bus notturno, direzione Cusco.
Cosa è successo
🎊 Evento raro (naturale, celebrazione locale...)☀️ Meteo 9-10/10🐾 Incontro con animale simpatico🏞️ Vista speciale🦜 Avvistamento animale selvatico🎯 Incontrano un sardo, un bergamasco, un romagnolo o un inglese🧃 Qualcuno prende un succhino/fruttino🫁 Giornata perfetta senza mal di quota🍽️ Assaggiano un piatto tipico peruviano🇮🇹 Incontrano altri viaggiatori italiani🍵 Provano la coca (foglie o mate de coca)🥶 Freddo cane
G9
giovedì 27 agosto · 📍 Cusco
Arrivo e visita di Cusco
Emergenza! Emergenza! Abbiamo un codice rosso: distacco di suola!
Ma procediamo con ordine. Stamani comincia presto, anche troppo. Il nostro bus notturno ci molla alla stazione di Cusco alle 5 di mattina: fa ancora buio, non c'è nulla di aperto, e il nostro albergo non ci lascia ancora depositare i bagagli. Ci tocca attendere ancora un paio di ore nella stazione, e qualcuno aveva i nervi a fior di pelle. Dopo aver finalmente trovato il nostro alloggio (cosa che abbiamo scoperto essere per nulla scontata) e lasciato in deposito gli articoli più pesanti, ci siamo sgranchiti le gambe passeggiando per il centro storico di Cusco. Una città con vicoletti ripidi, stretti e anfrattuosi, ma decisamente caratteristici, di stampo coloniale, dato che Pizarro e i suoi conquistadores hanno essenzialmente raso al suolo gli antichi edifici Inca, per eccezione di qualche fondamenta.
Ahimè, le scarpe da trekking di Daniel ormai stavano spirando il loro ultimo sospiro. Nonostante fossero state promosse al check up pre-partenza, evidentemente il viaggio non le ha trattate bene. RIP Scarpe Arancioni (unkown-2026), fedeli mie compagne di molte passeggiate.
Di conseguenza, la nostra passeggiata per il centro ci ha portato ad attraversare gran parte della città, alla ricerca di un paio sostitutivo.
Il pomeriggio, muniti di pranzo al sacco acquistato presso il mercato san Blas, ci siamo diretti verso i siti archeologici cittadini, posti sulle colline fuori città.
La prima tappa è stata Tambomachay: il tempio dell'acqua. Un piccolo complesso di rovine con tanto di sistema idrico funzionante e cascatelle. Si ipotizza che fosse tappa fissa dei Sapa Inca per rituali di purificazione.
A poca distanza da Tambomachay abbiamo il sito di Puka Pukkara: la fortezza rossa. Costruita di pietra calcarea dai toni rosati, dicono che la sera colga i raggi del tramonto parendo proprio rossa. Ahimè, noi l'abbiamo vista alle 2.30 di pomeriggio col sole a picco, quindi non possiamo confermare.
Possiamo però dirvi che era uno stabilimento a fini di dogana, posizionato strategicamente lungo la via di comunicazione tra la capitale inca, Cusco, e il quadrante orientale dell'impero: Antisoyu. Ogni merce, viaggiatore o messaggero che transitava per questa strada passava necessariamente da questo punto di controllo.
Scendendo verso valle da Pukka Pukkara si raggiunge il sito di Qenqo: il labirinto. Invece che essere un edificio costruito con pietre scolpite e assemblate, Qenqo è interamente scavato in un blocco di roccia calcarea locale. Si tratta di passaggi bui e semi-sotterranei, in cui si trova l'altare, da cui si facevano i riti di mummificazione degli imperatori, e su cui veniva versato/sacrificato sangue di lama o chicha (una bevanda a base di mais) con lo scopo di predire il futuro.
Ultima tappa della giornata è Sacsaywaman. Di gran lunga il sito più grande di quattro, fu costruito in gran parte dall'imperatore Pachacutec e il padre Manco Capac. L'idea era che tale fortezza-templio sulla collina raffigurasse la testa del puma, mentre il resto della città, vista dall'alto, doveva esserne il corpo. La stessa forma seghettata delle mura di Sacsaywaman dovrebbero rappresentare i denti del puma. Nel 1536 fu campo di battaglia tra l'esercito Inca dell'imperatore Manco, che aveva posto la città sotto assedio, e gli spagnoli, che tenevano controllo di Cusco e si erano dati al contrattacco proprio in questo luogo.
Le mura sono costruite con le classiche pietre poligonali che solo gli inca sapevano fare: massi giganti (alti tranquillamente 2 o 3 Martine), e con pesi che possono superare le 120 tonnellate. Senza malta e senza cemento: il tutto incastrato con tale precisione che tra due sassi adiacenti non si riesca a fare passare un foglio di carta.
Insomma, proprio esperti questi schiavi inca! Ci sapevano fare!
Cosa è successo
☀️ Meteo 9-10/10🥈 Meta top 2 del viaggio😋 Pasto da 8/10 o più🐾 Incontro con animale simpatico🏞️ Vista speciale🏛️ Visitano un sito Pre-Inca🧃 Qualcuno prende un succhino/fruttino🏛️ Visitano un sito Inca🤝 Fanno amicizia con un local🦙 Avvistano un lama o un alpaca🫁 Giornata perfetta senza mal di quota🍽️ Assaggiano un piatto tipico peruviano💸 Spesa imprevista ≥ 30€
G10
venerdì 28 agosto · 📍 Cusco
Valle Sacra degli Inca
Sheilaaaaa!!! Señora Sheilaaa!! Ahimè, questo è il lato negativo di un tour di gruppo: non sai mai con chi capiti.
La mattina comincia male: nella notte la presa dei telefoni si è staccata, e telefono morto non suona sveglia. Muy mal! Di corsa ci si prepara e ci si fa trovare pronti dalla nostra guida. Su un pullmino da 24 posti, noi gli unici stranieri.
La Valle Sacra è un tour de force: tante tappe, poco tempo. La guida fin da subito mette in chiaro i patti: il tempo è contato, bisogna collaborare e essere puntuali ai ritrovi di ciascuna tappa.
Comincia la mattina con una tappa di acclimatamento alla quota (3800m) a vedere una spiegazione sulle tecniche tessili tradizionali andine. Già qui un brutto presagio: perdiamo diversi membri del gruppo tra le bancarelle, distratti dai i mirabili souvenir. E si perde tempo.
Prossima fermata: Chinchero, il palazzo costruito dall'imperatore Tupac e dove fu prontamente pugnalato dalla moglie (visto che succede quando ci si sposa?).
Tempo libero per girare il sito e fare foto, poi un urlo riecheggia per la valle "Sheilaaaaaaa! Señora Sheilaaaaaa!": la nostra guida che cerca di trovare la sua pecorella persa. E noi aspettiamo. E perdiamo tempo.
Ora che arriviamo a Moray, fermata successiva, siamo uno degli ultimi bus della carovana. Delle decine e decine di pulmini turistici, delle centinaia di persone che visitano gli stessi siti nello stesso ordine, noi siamo tra gli ultimi. Quelli che per cercare di seguire l'itinerario hanno meno tempo per vedere questi posto da vicino.
Moray è laboratorio scientifico prima del metodo scientifico: terrazze concentriche, che per differenza di ventilazione e geotermia sottostante, hanno differenza di temperatura di almeno 15°C. Importavano terreno da ogni angolo dell'impero, e sperimentavano e sviluppavano varietà di mais, patate, frutta e cacao adatte ad ogni clima.
A Maras la storia si ripete: quasi 3000 pozzi di evaporazione da cui si raccoglie il sale da una fonte sotterranea. E si perde la signora Sheila tra i baracchini.
Dopo un pranzo a Urubamba, si và a Ollantaytambo. Una delle rovine inca + preinca più grandi e meritevoli della giornata. Un sito con terrazzamenti complessivamente alti centinaia di metri, a scopo prima religioso, poi militare, sede importante della difesa Inca contro gli spagnoli. Un sito che si girerebbe volentieri per almeno un paio di ore, esplorando i diversi angoli e anfratti nascosti. Un vero gioiellino. Ahimè, il tempo è stretto, ed era necessario uno Speedy tour. Abbiamo dovuto salire e girare tutto di corsa, il che era reso difficile dalla calca di turisti a intasare le scalinate. Ed è lì che ti accorgi di quanto il turista medio si pianti in mezzo alle scatole per scattare foto.
Un vero peccato non poterci passare più tempo. Idealmente si farebbero giri più lenti e dilazionati, in altri momenti della giornata, in cui non c'è così tanta gente legata agli orari dei tour.
Da qui, il tratto di strada più lungo della giornata per raggiungere l'altra estremità della Valle, a vedere Pisac, poco prima che chiudessero gli ingressi. È il sito più grande che abbiamo visitato, e che visiteremo, in questi giorni. Organizzato e strutturato in quartieri distinti con scopi diversi: artigianato, religione, residenziale, il tutto sopra decine e decine di terrazzamenti. Noi, come al solito, torniamo al punto di ritrovo puntuali come orologi svizzeri. Qualcun altro no. Guadagnamo inestimabile rispetto della nostra guida, e portiamo in alto la bandiera italiana per questo.
Ora ci si prepara per il difficile, la nostra prima esperienza di camminata in quota, di domani. Speriamo la mattina di svegliarci all'orario dovuto, e non fare tardi come la signora Sheilaaaaaaaaa.
Cosa è successo
🥔 3+ patate diverse in una giornata🏞️ Vista speciale🏛️ Visitano un sito Pre-Inca🏛️ Visitano un sito Inca🤝 Fanno amicizia con un local🦙 Avvistano un lama o un alpaca🫁 Giornata perfetta senza mal di quota🍽️ Assaggiano un piatto tipico peruviano🍵 Provano la coca (foglie o mate de coca)🥶 Freddo cane
G11
sabato 29 agosto · 📍 Cusco
Montagna Arcobaleno (Palcoyyo)
Stamattina colori spettacolari. Oggi pomeriggio al 🚽
Anche oggi giornata di gita. Si parte muy presto, con ritrovo alla 4.20, per poter dirigerci verso Palcoyyo. A quell'ora è circa un ora e mezza di bus per raggiungere Cusipata, dove ci fermiamo per colazione. Non avete veramente sperimentato il vero freddo finché non vi trovate all' alba in mezzo a una valle ombreggiata delle Ande.
Dopo il desayuno, si riprende di nuovo il pulmino, che adesso comincia a salire per una strada sterrata, stretta e ondeggiante, che costeggia il fiume rojo, (per il colore delle sue pietre) per ciò che sembra un tratto di strada interminabile. All'andata, il viaggio seduto nelle ultime file del bus, con tanto di sobbalzi e buche, non è stato divertente, ma nemmeno terribile.
Giungiamo alla partenza della passeggiata, a quasi 4800m, e ci troviamo appena sotto la prima delle 3 montagne colorate. Da questo angolo si intuisce l'arcobaleno, ma non si apprezza ancora appieno.
Mentre si cammina si aprono via via nuovi scorci e angoli, che sono proprio indescrivibili. Lasciamo parlare le foto.
Quando si svalica la prima forcella (se così si può dire, del resto il sentiero è talmente poco ripido da sembrare piano), oltre a sbloccare le viste sulle altre montagne colorate, si vede il ghiacciaio più grande che noi avessimo mai visto: l'Ausangate, un monte alto 6400m, il più alto della regione di Cusco, e considerato sacro nella cosmologia andina.
Qui cominciamo l'unico breve tratto di salita vera per arrivare alla foresta di roccia, un punto che sfiora i 5000m, che da viste particolari su tutto ciò che abbiamo potuto apprezzare fin ora. Ed è questo il bello di Palcoyyo, centinaia di scorci diversi, e veramente poca gente. E più cambiava l'angolo del sole nel cielo, tanto più brillanti erano i colori.
Nell'arco della passeggiata abbiamo attraversato un milione microclimi diversi: da sole cocente a vento belante. Come facciano a conviverci i peruviani non sappiamo.
Ritornati al bus le cose cominciano a peggiorare. La discesa fino a Cusipata per il pranzo non si regge così bene, e Danuz comincia a soffrire il mal d'auto, cosa che a pranzo non migliora, ne tantomeno per il ritorno da lì a Cusco. All'arrivo veniamo mollati in piazza del Reconjilio, e qualcosa non va: Daniel ha preso freddo? Mal di macchina? Ha mangiato qualcosa di male? Forse una combinazione di tutto ciò, probabilmente in gran parte l'ultima opzione. Tutto ciò che sappiamo è che la strada da lì al bagno del nostro alloggio non è mai sembrata così lunga.
Nel pomeriggio mentre Daniel si riposava, la Marti è andata in missione: al mercato a trovare frutta da scoprire (a quanto pare chirimoya un po' fallimentare: sa di Big Babol), e poi a svolgere altre commissioni: acqua, colazione...
Insomma, gran peccato rovinare una giornata così bella, e probabilmente avremo ripercussioni anche sul giorno venturo 😢😢
Cosa è successo
☀️ Meteo 9-10/10🥈 Meta top 2 del viaggio🥔 3+ patate diverse in una giornata🏞️ Vista speciale🧃 Qualcuno prende un succhino/fruttino⛰️ Raggiungono un campo base o una vetta🦙 Avvistano un lama o un alpaca🇮🇹 Incontrano altri viaggiatori italiani😐 Pasto mediocre🤢 Intossicazione alimentare💊 Doctor Privilege🥶 Freddo cane
G12
domenica 30 agosto · 📍 Cusco
Escursione ad Ausangate
Mi dispiace deludere chi ci segue da casa, ma oggi niente Ausangate.
Il malanno di ieri, che nella notte ha colpito un po' anche Dora, ci convince a passare una giornata leggera. Mattinata lenta: ci svegliamo con calma, portiamo a lavare il bucato, e poi giretto in centro. Proviamo a visitare il museo di storia regionale, ma mentalmente non ci siamo. Chissà cosa avremo assorbito.
Pomeriggio prevalentemente orizzontale di riposo, poi altro giretto serale.
Invece, la città oggi festeggia la festa di Santa Rosa da Lima. Ogni volta che passiamo dalla plaza de armas c'è qualche altra processione/ manifestazione: statua della santa, ballerini, musicisti...
Per finire cena in piazza. Speriamo di riprenderci
Cosa è successo
🤓 Dora racconta un fun fact naturalistico/culturale🎊 Evento raro (naturale, celebrazione locale...)🤢 Intossicazione alimentare
G13
lunedì 31 agosto · 📍 Cusco
Giornata di relax e preparativi a Cusco
Oggi ci si sveglia carichi e con l’intestino in regola.
Il programma di oggi comincia con la visita del museo del sito di Qorikancha, che è incluso nel biglietto turistico cittadino. Un museo piccolino, con poche informazioni nuove che non avessimo già letto i giorni scorsi. Una roba che abbiamo girato in 20 minuti max.
Storia diversa invece per la visita di Qorikancha stesso. Era il tempio inca più importante di Tiwantinsoyu, e verosimilmente il luogo più ricco di pietre e metalli preziosi di tutto il continente americano. Descrizioni parlano di pareti intere placcate d’oro, statue di lama, persone, alberi… tutte cose che poi gli spagnoli hanno saccheggiato. Quello che sappiamo è che quel luogo dopo la conquista è finita in mano prima a Juan Pizarro (fratello di Francisco) e poi ai Dominicani, che ci hanno costruito sopra il loro convento. Alcune delle mura originali sono state conservate come fondamenta o pareti del nuovo convento, in alcuni casi intere stanze del vecchio tempio furono riutilizzate.
Nel pomeriggio lauta merenda con due fette di pie, e poi a litigare con borse, borsoni e borsette in vista della partenza di domani. Sopravviveremo? Chissà
Cosa è successo
☀️ Meteo 9-10/10🏛️ Visitano un sito Inca🫁 Giornata perfetta senza mal di quota🍽️ Assaggiano un piatto tipico peruviano😐 Pasto mediocre
G14
martedì 1 settembre · 📍 Salkantay
Trekking Salkantay, giorno 1: laguna Humantay
Sono le 3.30 quando suona la sveglia, e ci prepariamo per la nostra (dis)avventura. A spezzare il silenzio solo le parole di Martina "che idea di m*****".
In bus le cose non migliorano: temperature da forno e curve a go go, significano che arriviamo tutti stremati alla fermata colazione.
Desayuniamo in un frutteto di avocadi, in cui i cuochi si mettono subito all'opera. A girarci tra i piedi i soliti animali da cortile (o meglio, quelli normali qui in Perù): cani, galli, galline, quaglie e alpaca.
Per evitare di ripetere la sofferenza di quel tragitto, nel secondo tratto Mina ha chiesto di sedersi davanti con l'autista. E che conversazione scintillante! Lui parla solo Quechua e poche parole spaccate di Castigliano, ma conosce l'Inter, il Milan e l'Atalanta. Hanno discusso di Totti alla Roma e il simbolo della Lupa. Martina potrebbe anche accidentalmente aver decimato la popolazione italiana, dicendo all'autista che siamo solo 6 milioni.
Alla partenza del sentiero comincia subito la salita, e forse per fare carino ai nostri ego, anche la guida finge di essere affannata e in difficoltà. Fortunatamente saliamo poco, per poi fare un lungo tratto pianeggiante fino al campo base, con viste stupende sul ghiacciaio del monte Humantay, della cordigliera di Vilcabamba.
Ci assestiamo nelle camere (con finestroni vista ghiacciaio) e dopo pranzo, si parte per l'escursione pomeridiana: lago Humantay, una delle destinazioni turistiche più popolari del Perù, con circa 1500 visitatori giornalieri. Per fortuna, al pomeriggio, la maggior parte della gente che fa i tour in giornata è già scesa.
Però va detto: la salita per raggiungere quel lago a 4200m è stato uno dei tratti di camminata più faticosi di sempre. Per fortuna siamo stati appagati da viste di colibrì, altri condor, falchi e acqua turchese.
Ora di nuovo in stanza, facciamo un pediluvio con le bacinelle di acqua calda che ci hanno fornito, Happy hour (analcolico: solo te e tisane), poi cena.
Cosa è successo
🤓 Dora racconta un fun fact naturalistico/culturale☀️ Meteo 9-10/10🐾 Incontro con animale simpatico🏞️ Vista speciale🦜 Avvistamento animale selvatico🥉 Meta top 3 del viaggio⛰️ Raggiungono un campo base o una vetta🫁 Giornata perfetta senza mal di quota🍽️ Assaggiano un piatto tipico peruviano🌄 Alba o tramonto da cartolina🍵 Provano la coca (foglie o mate de coca)📵 Wifi introvabile per più di un giorno
G15
mercoledì 2 settembre · 📍 Salkantay
Trekking Salkantay, giorno 2: il passo Salkantay
Oggi sveglia a un orario molto più onesto di ieri: 4.30. Nelle Cabanas abbiamo dormito bene. La temperatura era buona, anzi faceva quasi caldo. Prima di addormentarci abbiamo avuto una delle notti stellate migliori di sempre (meglio di quelle al mare a Villasimius).
Ci prepariamo subito, poi mate di coca e colazione e via si parte all'alba. Cominciamo la giornata con qualche rada nuvola, ma man mano che approcciamo il passo, la vista si apre: il monte e ghiacciaio del Salkantay, coi suoi modesti 6200m, ci saluta, e anche se oggi la camminata è più lunga e il dislivello è maggiore di ieri, si sopporta meglio. Forse ieri è servito come acclimatamento, forse il sentiero è meno ripido. Ad ogni modo procediamo in carovana con tutti gli altri turisti che stanno facendo questo viaggio oggi, e ogni tanto passano i cavalli che trasportano viveri, provviste e bagagli.
Mina è pure riuscita a farsi aggirare da un cavallo, che l'ha centrata con la spalla e l'ha fatta volare a terra.
Raggiunto il passo (4600m) però la situazione cambia. Facciamo malapena tempo a sederci e godere della vista che approdano le nuvole, e Salkantay ciao ciao, non lo so rivede più.
Comincia quindi la discesa, e purtroppo qui non possiamo godere di molto: vediamo bene la strada davanti a noi, ma ad alzare gli occhi solo grigio.
E purtroppo questo meteo prosegue anche al nostro campo di stasera. Siamo in degli enormi igloo di vetro, che avrebbero una vista spaziale sia sul ghiacciaio sia sul cielo stellato, ma al momento è già tanto se si riesce a vedere il bagno a 20 passi dalla nostra porta.
Chissà se la mattina porterà aria limpida.
Cosa è successo
🥔 3+ patate diverse in una giornata🏞️ Vista speciale🦜 Avvistamento animale selvatico⛰️ Raggiungono un campo base o una vetta🫁 Giornata perfetta senza mal di quota🍽️ Assaggiano un piatto tipico peruviano🍵 Provano la coca (foglie o mate de coca)⛈️ Meteo 0-1/10🐛 Incontro ravvicinato con un animale indesiderato📵 Wifi introvabile per più di un giorno😭 Piantino di disperazione (aka 'stroppon')🌵 Bagno d'emergenza in mezzo alla natura
G16
giovedì 3 settembre · 📍 To the rainforest
Trekking Salkantay, giorno 3: to the rainforest
Ci siamo lasciati che eravamo nei nostri igloo di vetro circondati da nebbia e nuvole.
Eh beh, la situazione era simile la mattina seguente, se non che appena appena si vede la valle circostante. A svegliarci è la condensa che piove dal soffitto. Peccato che quando mi sono svegliato durante la notte per andare in bagno, invece, il cielo era (temporaneamente) limpido, ma non ho potuto apprezzare perché non avevo indosso gli occhiali.
Dal nostro alloggio a 3900m circa, cominciamo una giornata di lunga e interminabile discesa. E mentre cammini non te ne accorgi immediatamente, ma l'ambiente circostante cambia di continuo: passiamo da erba alta a radi arbusti, poi alberi, poi foresta.
Ci aspettano quasi 1000m di interminabile discesa prima di pranzo, in cui incrociamo tanti cavalli che tornano su nella direzione opposta, verso il passo, e dopo l'incidente di ieri Mina è terrorizzata da ogni forma di equino, tanto da nascondersi dietro i suoi compagni di viaggio per proteggersi da questi animali feroci.
Finalmente raggiungiamo Collpapampa per pranzare, in cui assaggiamo un'eccezionale insalata con aguaymanto.
Prosegue il viaggio, e ormai siamo in piena foresta pluviale. Ci tocca ancora discesa: altri 700m, almeno, e il ginocchio di Dora comincia ad accusare dolore, che quindi ci rallenta il passo.
I colori della foresta e la flora sono indescrivibili, e vediamo lucertole, un quetzal e un simpatico scarabeo stercorario. Nell'attraversare un ruscello che ci taglia la strada veniamo anche faccia a faccia con un carinissimo serpentello, e nonostante il ginocchio a pezzi, Mina è scappata a gambe levate.
Lungo la strada cominciano a comparire zone coltivate e campi di banane, avocado e grenadilla.
Finiamo finalmente i nostri 20km di strada alle Hobbit house, dove finalmente abbiamo a disposizione una doccia calda, ben meritata.
Cosa è successo
🥔 3+ patate diverse in una giornata🐾 Incontro con animale simpatico🏞️ Vista speciale🦜 Avvistamento animale selvatico🧃 Qualcuno prende un succhino/fruttino🍽️ Assaggiano un piatto tipico peruviano🍵 Provano la coca (foglie o mate de coca)🤕 Uno dei due si fa male🐛 Incontro ravvicinato con un animale indesiderato📵 Wifi introvabile per più di un giorno🌵 Bagno d'emergenza in mezzo alla natura
G17
venerdì 4 settembre · 📍 Salkantay
Trekking Salkantay, giorno 4
Alle 5 di mattina è ancora buio, ma la giungla è sveglia da tempo.
Noi però, ancora un po' assopiti, ci dirigiamo dopo colazione a una piantagione di caffè, per una ulteriore botta di caffeina.
Partendo dal chicco crudo tostiamo, maciniamo e beviamo, e siamo pronti ad affrontare l'ultima salita del viaggio. Piano piano si sale lungo un tratto di strada Inca originale, fino a raggiungere Llactapata, dove dal crinale della montagna si può vedere in lontananza, dalla parte opposta della valle, Machu Picchu. La salita è stata stancante e umida, il ginocchio di Mina si reggeva solo per merito di antidolorifici, e abbiamo sudato 7 camicie, ma quel primo scorcio delle rovine...
... è stato deludente. Tutto coperto da nuvole. Non abbiamo visto niente.
Delusi abbiamo cominciato la discesa, e fortunatamente quando abbiamo raggiunto il belvedere successivo, al sito di Llactapata, il cielo si è aperto. E la, una piccola macchia grigia sull'orizzonte, si vede. Machu Picchu.
E con questa soddisfazione si riprende il calvario della discesa interminabile, con un ginocchio incriccato che da sempre problemi.
A fondovalle arriviamo finalmente a Hidroelectrica per pranzo. Qui salutiamo i nostri cuochi che ci preparano l'ultimo pranzo, con chef Timoteo che pullsnout all the stops.
Da Hidroelectrica parte il treno che si collega con il paese di Aguas Calientes, ma noi non lo prendiamo: camminiamo accanto ai binari per gli ultimi 10km, che si stagliano tra la jungla del santuario storico di Machu Picchu, e abbiamo la fortuna di avvistare un paio di Gallitos del la Roca, uccello nazionale peruviano, con una cresta rossa fuoco.
Il pomeriggio sembra interminabile, la strada intervallata solo da scorci del fiume Urubamba, ma finalmente ce la facciamo. Raggiungiamo il paese di Aguas Calientes, punto di partenza per la gita di domani. L'albergo è forse il più bello in cui siamo stati, ma siamo talmente stanchi che sarebbe potuta essere una catapecchia per quel che ci riguarda.
E domani si va a visitare una delle meraviglie del mondo!
Cosa è successo
☀️ Meteo 9-10/10🥔 3+ patate diverse in una giornata😋 Pasto da 8/10 o più🏞️ Vista speciale🦜 Avvistamento animale selvatico🧃 Qualcuno prende un succhino/fruttino🫁 Giornata perfetta senza mal di quota🍽️ Assaggiano un piatto tipico peruviano🍵 Provano la coca (foglie o mate de coca)🤕 Uno dei due si fa male😭 Piantino di disperazione (aka 'stroppon')🏛️ Visitano un sito Inca
G18
sabato 5 settembre · 📍 Machu Picchu → Cusco
Trekking Salkantay, giorno 5: Machu Picchu!
Today is THE day. Oggi finalmente si visita Machu Picchu, una delle meraviglie del mondo moderno.
Sveglia presto anche oggi ma dopo una notte in albergo e una ottima colazione ci sentiamo molto riposati.
Prendiamo il bus delle 5.45 con la nostra guida Wilber che ci consegna finalmente i biglietti di ingresso a Machu Picchu. Siamo tutti molto emozionati, e cerchiamo di avvistare i primi monumenti già dal bus. Una volta entrati inizia il nostro tour. Inspiegabile, un luogo magico. Facciamo 10000 foto, approfittando del fatto che il grosso dei turisti non sia ancora arrivato. Nonostante le nuvole ci addentriamo tra i vicoli della cittadella, templi, fonti sacre ed edifici per la popolazione comune. Arrivati alla montagna huaynapicchu ci separiamo dagli altri 4 del nostro gruppo che proseguiranno verso la vetta, e noi termiamo il tour ritornando ad Aguas Calientes. Dopo un meritato caffè ci riuniamo al resto del gruppo e andiamo tutti a pranzo insieme per salutarci. Arriva quindi il momento di prendere il treno di ritorno, carrozza stupenda e panoramica sulla giungla, e man mano che ci si allontana la vegetazione cambia fino a tornare a Ollantaytambo. Da lì proseguiamo in van e raggiungiamo Cusco verso sera. Affamati ci lanciamo in una pizzeria e divoriamo una buona pizza peruviana.
Stanchi ci lanciamo a letto, felici di non avere la sveglia puntata per domani.
Cosa è successo
⏱️ Coincidenza mezzi perfetta🌈 Giornata perfetta (nessun malus)🏞️ Vista speciale🧃 Qualcuno prende un succhino/fruttino🏛️ Visitano un sito Inca🥉 Meta top 3 del viaggio🦙 Avvistano un lama o un alpaca🫁 Giornata perfetta senza mal di quota
G19
domenica 6 settembre · 📍 Cusco
Giornata di relax a Cusco dopo il trek
Oggi sveglia ad un orario decente, senza tappe da completare. Un po’ ci manca la nostra guida che ci bussava alle 4 del mattino con un mate di coca fumante in mano. Mattinata dedicata a sbrigare qualche commissione: lavanderia, restituzione dei sacchi a pelo e bastoncini da trekking noleggiati e i borsoni verdi che ci hanno accompagnato sulle ande. Per festeggiare la riuscita della nostra impresa ci concediamo una colazione in un caffè famoso della cittá. Ottimo caffè ma soprattutto ottimo il biscotto coca-pistacchio-lemon curd.
Piccolo imprevisto al momento di andare a saldare il trip in amazzonia e organizzarci per orario e location di pick up: arrivati all’ufficio del tour operator troviamo tutto sbarrato. Daniel viene colto dal panico, che durerá tutto il giorno, peggiorato dalla poca responsività dello staff. Pranzo tipico al mercato e poi nel pomeriggio, mentre in cittá piove, partecipiamo a un workshop sul cioccolato peruviano, elemento centrale della cultura di questo paese. Ci siamo dilettati nella preparazione di praline che speriamo arriveranno fino in Italia, ma non promettiamo nulla. Ora capiamo perchè a BakeOff sclerano tutti quando c’è la puntata dei cioccolatini: facili a vedere ma complicatissimi da fare. Finalmente riusciamo a contattare la guida del nostro tour (Senor Romolo) e ci organizziamo per domani. A cena testiamo anche il drink simbolo del Perù, il Pisco Sour. Bucato ritirato, è ora di andare a preparare lo zaino per i prossimi giorni nella giungla, hasta pronto!
Cosa è successo
😋 Pasto da 8/10 o più🧃 Qualcuno prende un succhino/fruttino🍽️ Assaggiano un piatto tipico peruviano😱 Perdono o gli rubano un oggetto
G20
lunedì 7 settembre · 📍 Amazzonia (Manu)
Amazzonia, giorno 1
Welcome to the Jungleeeee!!!
Abbiamo paura di tuttooooo! Animali, piante, persone... piccoli o grandi che siano, abbiamo paura. Di tutto.
La mattina comincia presto con la nostra guida Romulo che ci passa a prendere in macchina. E qui la prima stranezza: ci siamo solo noi, nessun altro in gruppo, e Romulo ci porterà fino al nostro lodge.
Facciamo tappa a Paucartambo per colazione (tradizionale paesello di scambio di merci tra montagna e giungla: patate e mais in cambio di frutta e coca), e poi si prosegue in direzione Atalaya, dove c'è il porto di partenza.
Se doveste immaginarvi una strada in mezzo alla giungla come la immaginereste? Sterrata? Con le buche? Con precipizi da ogni lato? Sassi e pozzanghere? Un sentiero fangoso? Beh, immaginate bene, perché la strada che ci ha portato fin qua è tutte queste cose.
Il viaggio era lungo di suo, rallentato dalle condizioni stradali e da Romulo che guidava piano per poter tenere gli occhi aperti sulla natura circostante e farci fare pausa per vedere flora e fauna interessante, riscuotendo moderato successo. Del resto, oggi il meteo non era il massimo (la Cloud forest si è proprio meritata il suo nome) e la visibilità non era il massimo, in aggiunta al fatto che con pioggia e nebbia tanti animali se ne stanno a casa propria.
Detto ciò abbiamo visto tanti uccelli (Blue banded toucan, cock of the rock, oropendula...) di cui nella maggior parte dei casi ci siamo immediatamente dimenticati il nome.
Ultima tappa prima di raggiungere Atalaya è stato il giardino dei colibrì, dove i gestori mettono a disposizione ciotoline di nettare per fare avvicinare i colibrì. E c'è ne sono proprio tanti, che volano in giro come razzi, ti ronzano intorno come api, e paiono venirti addosso come kamikaze. Nuova paura sbloccata.
Nel resto del giardino abbiamo visto anche un Emerald tree boa e 2 zampe di una tarantola che si nascondeva nella tana (e quelle 2 zampe ci sono più che bastate).
Ora abbiamo raggiunto in barca il nostro lodge e fatto una passeggiata serale ricca di ragni, scarafaggi e grilli enormi. Ora nanna, con alto rischio di incubi...
Cosa è successo
🥔 3+ patate diverse in una giornata😋 Pasto da 8/10 o più🏞️ Vista speciale🦜 Avvistamento animale selvatico🧃 Qualcuno prende un succhino/fruttino🐛 Incontro ravvicinato con un animale indesiderato
G21
martedì 8 settembre · 📍 Amazzonia (Manu)
Amazzonia, giorno 2
In the Jungle
The mighty jungle
Mina (doesn't) sleep tonight
E perché non dorme? Perché passa la notte sulla tazza. Non sappiamo cosa le abbia fatto questo effetto: tutto quello che ha mangiato lei lo ha mangiato anche altra gente. Forse la salsa tarì? Magari era un altra confezione che non era stata conservata adeguatamente? Chissà
Comunque alle 5.30 di Martina, Mina rimane a letto mentre gli altri ospiti del lodge vanno a vedere i pappagalli (che presto la mattina vanno a leccare l'argilla per procurare i minerali necessari). Ne abbiamo visti tanti, di tanti tipi, che svolazzavano di qua e di là spaventati da predatori e falchi che svolazzavano intorno. Lungo il percorso abbiamo anche incrociato un capibara.
Tornati al lodge per colazione, Mina si riprende abbastanza per la passeggiata mattutina, in cui vaghiamo per la foresta, vedendo diversi caimani. Avvistata anche una testa, probabilmente di una tartaruga, ma forse appartenente ad un'anaconda.
Nel pomeriggio visita al Machuhuassy oxbow lake, dove vediamo Are scarlatte tra gli alberi, hoatzin che sembrano dinosauri, e molto di più.
Grazie alla nostra guida Simon che è un esperto dello scattare foto attraverso il cannocchiale, oltre che a trovare effettivamente gli animali che noi non avremmo mai visto.
Cosa è successo
🐾 Incontro con animale simpatico🏞️ Vista speciale🦜 Avvistamento animale selvatico🌄 Alba o tramonto da cartolina🤢 Intossicazione alimentare🐛 Incontro ravvicinato con un animale indesiderato
G22
mercoledì 9 settembre · 📍 Amazzonia (Manu)
Amazzonia, giorno 3
Avete mai notato quanto è difficile pulire una zanzariera? Milioni di forellini pieni di sudiciume, che si impregnano, e non si lavano più?
Beh, io l'ho notato la scorsa notte all'1.30 quando Mina ha deciso di vomitare sulla zanzariera del letto.
Altra notte di fuoco per la nostra avventuriera, che ha passato le ore piccole in bagno a svuotare il suo tubo digerente. Perciò anche stamani decide di non aggiungersi all'escursione mattutina, e dato che gli altri ospiti sono tornati a Cusco dopo colazione, Daniel ha fatto una gita privata con la guida, in cui sono andati in spedizione a vedere un albero secolare, e hanno avuto la fortuna di vedere (un po' da lontano) delle belle scimmiette.
Fortunatamente Mina non è rimasta esclusa, perché poco dopo il ritorno al lodge, anche lei ha potuto vedere questi primati che si avvicinano alla sala da pranzo, attratti dalle banane lasciategli in regalo.
Nel pomeriggio, post siesta, il meteo comincia a fare brutto, e sotto un po' di pioggia proviamo a fare tiro con l'arco come le vere tribù indigene (facendo parecchia pena).
Dopo cena, passeggiata notturna in cui vediamo altre scimmie (owl monkeys) e un serpentello.
Ora si prova a dormire, sperando di non incorrere in altri incidenti notturni.
PS appreciation note per Daniel che ha provveduto a ripulire il mio danno, grazie :)
Cosa è successo
🥔 3+ patate diverse in una giornata🐾 Incontro con animale simpatico🏞️ Vista speciale🦜 Avvistamento animale selvatico🍽️ Assaggiano un piatto tipico peruviano🤢 Intossicazione alimentare
G23
giovedì 10 settembre · 📍 Amazzonia → Cusco
Amazzonia, giorno 4 e ritorno a Cusco
Alleluia! Stanotte niente gite in bagno! What a blessing
Nonostante la notte più riposante delle scorse, Mina decide di non aggiungersi al resto del gruppo per la gita all'alba a vedere i pappagalli al Clay lick, scegliendo invece di stare a letto.
Dopo colazione salutiamo il lodge e Jimmy (il pappagallo domestico), e ci dirigiamo ad Atalaya via barca, poi in macchina verso Cusco.
Il tragitto è lungo e la strada è a lenta percorrenza, ma procediamo spediti e senza troppe pause, e arriviamo in città per metà pomeriggio (un po' rallentati da un corteo di tifosi della Cienciana).
La serata la passiamo all'insegna di sistemazione bagagli, e poi giretto in centro (con tanto di ballerini ad accompagnarci) a cercare da mangiare.
Cosa è successo
🎊 Evento raro (naturale, celebrazione locale...)🐾 Incontro con animale simpatico🏞️ Vista speciale🦜 Avvistamento animale selvatico🧃 Qualcuno prende un succhino/fruttino🍽️ Assaggiano un piatto tipico peruviano🌄 Alba o tramonto da cartolina🌵 Bagno d'emergenza in mezzo alla natura
G24
venerdì 11 settembre · 📍 Cusco → Lima
Volo Cusco → Lima
Addio Qosqo
Ci mancheranno i tuoi vicoli stretti, i sanpietrini, le salite e i buttadentro dei 'massajeeee'.
Ci si sveglia riposati, e presto ci si dirige al piccolo aeroporto di Cusco, dove partono tanti voli e di conseguenza c'è un piccolo ritardo, che però viene pienamente recuperato in volo. E tanto di cappello a Latam che anche su un volo di 1h e 15 offre acqua e biscottini ai passeggeri.
Ormai l'aeroporto di Lima è come una seconda casa, lo conosciamo come le nostre tasche, e ci mettiamo poco a raccogliere i nostri bagagli e uberare fino all'alloggio.
Per pranzo, Danièl ha fatto centro. Le sue ricerche hanno condotto a un ottimo ristorante local, con pochi posti a sedere e un menù di sole 4 pietanze. Ci fanno sedere subito al bancone, con vista diretta sulla cucina, dove possiamo vedere da vicino i loro segreti del mestiere (non ditelo a nessuno, ma i chicharron di calamaro sono fritti due volte! Ssshhhhhhhhhh!!!!)
Il pomeriggio poi è passato a vagare per il lungomare di Miraflores e i suoi molti parchi, incluso il parco Domodossola (sì, si chiama proprio così). Al centro commerciale Larcomar ci imbattiamo nella banda della Marina peruviana (LXVII unidad).
Ci poniamo poi missione postres, che ci porta fino a Barranco a ricerca di un gelato.
La serata si conclude tornando a Miraflores, al Larcomar, per poter vedere al cinema il (circa) nuovo film di Spiderman.
Cosa è successo
😍 Miglior pasto del viaggio🎊 Evento raro (naturale, celebrazione locale...)😋 Pasto da 8/10 o più🌈 Giornata perfetta (nessun malus)🏞️ Vista speciale🦜 Avvistamento animale selvatico💰 Risparmio soldi inaspettato🍽️ Assaggiano un piatto tipico peruviano
G25
sabato 12 settembre · 📍 Lima
Visita di Lima
Oggi ultimo giorno. E che dire...
Il centro storico di Lima è così pieno di gente che non si può descrivere... Non lo consiglio agli enoclogobici (Mina stessa era turbata).
Nei pressi della plaza de Armas visitiamo il convento di san Francesco e annesse catacombe (peccato per la vigilessa che ci impediva di scattare foto), e poi proviamo un storico churro limense.
Pomeriggio passato poi di nuovo a passeggiare verso Barranco in cerca della cena, in un locale turistico un po' overpriced ma decente.
La sera dobbiamo affrontare di nuovo la nostra paura più buia: la valigia. Tutto pronto, impacchettato e pesato, ora siamo pronti alla sveglia presto di domattina.
Cosa è successo
🎊 Evento raro (naturale, celebrazione locale...)🏞️ Vista speciale🧃 Qualcuno prende un succhino/fruttino🍽️ Assaggiano un piatto tipico peruviano🌄 Alba o tramonto da cartolina
G26
domenica 13 settembre · 📍 Lima → São Paulo → Milano
Rientro dal Perù
Ciao ciao Perù!
Giornata di viaggio lunga ma senza troppi imprevisti.
In aeroporto a Lima c'è pienone e un po' di coda a check in e controlli, e lo scalo in Brasile ci lascia giusto il tempo di prendere un panino al volo prima di ripartire.
Il volo intercontinentale è leggermente sofferto causa molteplici bambini che piangono e tirano calci, e si ritorna in Italia un po' svarionati dal jet lag.
Che dire, questo viaggio è stato un'avventura dall'inizio alla fine. Saimo immensamente grati di aver potuto esplorare un angolino di questo Paese dall'altra parte del mondo, e state a vedere che vi racconteremo aneddoti e storie fino allo sfinimento di tutto ciò che abbiamo avuto il piacere di fare.
Bisogna fare i complimenti allo staff FantaTrekking (i.e. Tommaso) per l'impegno che ha messo nel creare questo sito, e un sincero grazie a tutti voi che ci avete seguito da casa. Per noi è stato un piacere raccontarvi tutto in questa maniera, e spero che non vi siate fatti prendere troppo la mano dal vostro spirito di competizione.
Ci vediamo presto
Tupananchiskama
Cosa è successo
⏱️ Coincidenza mezzi perfetta😭 Piantino di disperazione (aka 'stroppon')